Chi è Marsha P. Johnson, la donna che ha dato il via ai moti di Stonewall | WEGIRLS

Ilaria|

Marsha P. Johnson è oggi il nome più ricercato in assoluto su Google, che ha deciso di dedicarle il doodle del giorno. In questo giugno 2020, mese dedicato al Pride anche senza le manifestazioni degli altri anni per rispettare il distanziamento sociale, abbiamo visto e conosciuto molte storie. Quella di due ragazze lesbiche che non possono vivere la propria storia senza essere giudicate sui social o quella di chi, purtroppo, per il proprio orientamento sessuale ha pagato il prezzo più alto. Per chiudere in bellezza, ora, vediamo insieme la storia di Marsha P. Johnson, una drag queen e un’attivista che ha fatto la storia della comunità LGBTQ.

Chi è Marsha P. Johnson

Nasce Johnson in una famiglia del New Jersey molto umile il 24 agosto 1945. Fin da quando aveva 5 anni le inclinazioni sessuali di Johnson cominciarono a manifestarsi a partire dalla volontà di vestirsi come una bambina. All’epoca la famiglia – così come i ragazzi del quartiere – si opposero violentemente a quello che lei era, costringendola a dichiararsi asessuale fino a 17 anni, quando sceglie di trasferirsi a New York. Qui comincia la sua vita di drag queen e prostituta scegliendo il nome d’arte Marsha P. Johnson. Dati i pochi soldi che aveva non passò alla storia per chissà quali costose coreografie ma in molti la ricordano per i fiori freschi con i quali era solita decorare il suo capo. All’epoca i locali gay non ammettevano l’ingresso alle drag queen o ai transessuali, rimanendo posto esclusivamente per maschi omosessuali. Fino all’apertura dello Stonewall Inn, una delle pochissime realtà a permettere l’ingresso anche a trans e drag queen.

Il ruolo di Marsha nelle rivolte di Stonewll

Nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, passata alla storia per aver dato il via alle lotte per il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQ, il locale fu obiettivo dell’ennesima retata della polizia. A differenza delle altre volte, però, le persone presente si ribellarono e fecereo sentire con forza la propria voce. Tra queste anche Marsha che – anche se lei stessa nega – fu una delle primissime persone (insieme a Stormé DeLarverie e Sylvia Rivera) a combattere la polizia e a resistere all’arresto e alle cariche delle forze dell’ordine. A lei sarebbe dovuto – secondo una ricostruzione dei fatti mai accertata con chiarezza – il lancio di quel bicchiere che fu la scintilla della protesta.

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